Visualizzazione post con etichetta riforma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riforma. Mostra tutti i post

venerdì 5 febbraio 2010

Info sulla riforma



Regolamenti
Comunicato stampa FLC-CGIL
Comunicato COBAS
La Tecnica della Scuola

Infine un comunicato dello SNAIPO:

SNAIPO-MIUR: il testo dei decreti attuativi recepisce le nostre proposte e andrà all’approvazione del MEF e del Consiglio dei Ministri.
Si è svolto a Roma il 3/2/2010 il confronto di merito sulla definizione dei decreti attuativi della riforma IPSSAR. Della delegazione SNAIPO facevano parte Vincenzo Di Marco (Segretario Generale Nazionale SNAIPO e Presidente del Forum IPSSAR-FIST), Roberto Faraotti (Vicesegretario Nazionale SNAIPO e Presidente del Parlamentino Turismo FIST) e Paolo Gentili (Segretario SNAIPO Emilia-Romagna e Presidente ARFA Scuola). Per il MIUR erano presenti il Direttore Generale Maria Grazia Nardiello e il suo vice Marcello Feola.
Sono state recepite le istanze SNAIPO per il mantenimento dei tre indirizzi professionali (articolazioni) che saranno denominati:
• Enogastronomia-produzione (ove è confluito anche l’indirizzo di Arte bianca);
• Servizi di sala-vendita;
• Accoglienza turistica.
Inserito, sia pur in attesa di OK da parte del MEF, anche lo sdoppiamento classe per l’intero quinquennio nelle articolazioni di Enogastronomia-produzione e dei Servizi di sala-vendita. Lo sdoppiamento non potrà essere esteso all’accoglienza turistica per motivi di vincolo di spesa. In tale prospettiva il quadro orario previsto consente, nel quinquennio, una effettiva tenuta delle ore di laboratorio affidate agli ITP delle classi di concorso C500, C510, C520.
In un panorama di razionalizzazione e tagli diffusi riconducibili al programma di Governo, la Segreteria Generale Nazionale SNAIPO ritiene di aver raggiunto il miglior risultato possibile.
Lo stesso Direttore Generale Maria Grazia Nardiello ha voluto riconoscere allo SNAIPO il ruolo di stimolo e coinvolgimento ad ogni livello (vedi pareri Organi competenti) che ha convinto il MIUR a considerare strategico questo indirizzo di studi.
Ora il testo andrà al MEF e al Consiglio dei Ministri per l’approvazione che precede la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Gli iscritti SNAIPO riceveranno notizie più dettagliate nella comunicazione cartacea di fine febbraio, insieme alla tessera 2010. Si invitano gli ITP Alberghieri che ancora non lo hanno fatto a riconoscere il buon lavoro svolto e l’importanza del Sindacato più rappresentativo della Categoria, attraverso l’iscrizione

domenica 24 gennaio 2010

Che sta succedendo alla riforma delle scuole superiori ?

Il 20/01/10 la maggioranza della VII Commissione della Camera ha dato parere favorevole ai regolamenti di revisione con una serie di condizioni e respinto quelli di minoranza che chiedevano il rinvio di un anno dell’entrata in vigore.In contemporanea sono circolati i nuovi quadri orari dei licei che modificano in modo consistente i quadri precedenti.
I nuovi quadri accolgono parte delle condizioni poste dalla Commissione: la presenza delle scienze in tutti bienni dei licei, un’opzione di liceo scientifico più vicina al PNI che al Liceo tecnologico, che verrebbe dirottato al Tecnico, una migliore definizione del Liceo delle scienze umane o sociali, ecc…
La Commissione ha posto altre condizioni: il coinvolgimento delle sole classi prime, la richiesta che le opzioni siano decise dalle scuole e non definite dalle regioni, la richiesta di bienni più unitari e in grado di permettere la reversibilità delle scelte.
La Commissione cultura del Senato approverà il suo parere il 27 gennaio.
E’ probabile che il Consiglio dei ministri approvi il testo definitivo dei regolamenti di revisione dei Licei, Tecnici e Professionali il 29 gennaio.
Il parere di maggioranza della Camera tace invece sulla necessità di procedere alla riforma solo dopo nuovi regolamenti sui programmi, sull’articolazione delle cattedre e sulla valutazione, che ha sollevato il Consiglio di Stato nel suo parere obbligatorio.
Per capire cosa farà il governo di fronte alle condizioni della Commissione e del C. di Stato occorre attendere il testo definitivo dei tre regolamenti.
Tutti i testi dei pareri della Commissione, di quello del C di Stato e le bozze di quadri orari dei licei sono disponibili all’indirizzo http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/riforma_superiori_08/sup.htm

Il Coordinamento scuole superiori di Roma organizza un presidio in Piazza Navona il 27 gennaio.

Il Coordinamento scuole superiori di Bologna ha deciso di aderire alla giornata di protesta contro la riforma indetta da Gilda in Piazza Maggiore per il 29/01.
Prepariamoci a una giornata di mobilitazione che renda evidente la nostra opposizione a provvedimenti motivati solo dai tagli e senza alcuna visione della scuola del futuro.
Insistiamo sulla necessità del rinvio inviando ai membri della Commissione del Senato la mail che si trova all’indirizzo http://www.retescuole.net/contenuto?id=20100117123658
Sino ad ora sono state già inviate centinaia di mail.

Bruno Moretto



domenica 13 dicembre 2009

Riforma secondo ciclo: stop dal Consiglio di Stato



Il Consiglio di Stato chiede chiarimenti al Ministero sui tre schemi di Regolamento. Si allungano i tempi e l'avvio della riforma si allontana di nuovo.
I tempi per l’approvazione definitiva dei Regolamenti sulla scuola del II ciclo (licei, istruzione tecnica e istruzione professionale) si allungano e il rinvio della riforma di un anno è ormai molto di più che una semplice ipotesi.
Sui tre provvedimenti, infatti, mancano ancora i pareri delle Commissioni parlamentari che invece avrebbero dovuto concludere i propri lavori entro la fine di novembre.
Ma, soprattutto, c’è lo stop del Consiglio di Stato che in data 9 dicembre ha pubblicato i pareri sui singoli schemi di regolamento con una conclusione identica: “Sui punti segnalati occorre che il Ministero dell’istruzione fornisca i chiarimenti richiesti. All’esito, la Sezione si riserva la facoltà di disporre l’audizione del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero, nonché del dirigente generale competente all’istruttoria del regolamento”.
Per intanto il Consiglio “sospende l’emanazione del parere in attesa degli adempimenti di cui in motivazione”.
Quali sono dunque i punti sui quali il Ministero deve fornire chiarimenti ?
Intanto uno è di carattere generale e riguarda le modalità di applicazione dei regolamenti.
Nella versione attuale è previsto che vengano demandati alla decretazione ministeriale le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento, l’articolazione delle cattedre o la definizione degli indicatori per la valutazione. Il CdS fa tuttavia rilevare che un provvedimento del genere dovrebbe essere un atto avente forza di legge (ovviamente i tempi per l’adozione di un ulteriore regolamento sono ben diversi da quelli necessari per l’emanazione di un semplice decreto ministeriale).
Ci sono poi altre questioni, come per esempio quella relativa alla quota del curricolo lasciata alla decisione delle singole scuole in modo da consentire una maggiore corrispondenza alle esigenze culturali e produttive del territorio.
Il CdS chiede al Ministero di chiarire se le disposizioni contenute nei regolamenti siano state raccordate con le norme contenute nel Regolamento sull’autonomia.
E, proprio in materia di autonomia, arrivano dal Cds le “bacchettate” più pesanti: i regolamenti prevedono che le istituzioni scolastiche costituiscano dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa, nonché un comitato scientifico formato da docenti e da esperti esterni.
Il CdS esprime forti perplessità sulla creazione di tali organi che, invece, dovrebbe essere lasciata - sottolinea sempre il Consiglio - alla libera determinazione delle autonomie scolastiche.
Senza contare che i comitati tecnico-scientifici dovrebbero funzionare a costo zero non essendo previsto nessun gettone di presenza neppure per gli esperti esterni.
Non mancano, infine, le perplessità sulle modalità di passaggio al nuovo ordinamento, soprattutto per quanto concerne i licei e gli istituti tecnici.
“E' opportuno - sottolinea infatti il CdS - che il Ministero dell’istruzione illustri la graduazione di tale passaggio, anche con riguardo alla tutela dell’affidamento degli studenti che, trovandosi nelle situazioni di transito, subiranno una modificazione dell’iter formativo prescelto”.
13/12/2009

di Reginaldo Palermo

giovedì 8 ottobre 2009

10 domande (e risposte) sulla Riforma

Da questo intervento di Patroncini (CGIL) emerge uno scenario un po' cupo e (troppo?) pieno di incognite sul futuro della scuola e soprattutto dei professionali. Personalmente lo ritengo un po' avventato su alcune affermazioni, ma non sappiamo se l'autore è venuto a conoscenza di qualche velina ministeriale ancora non ufficiale o se si tratta solo di sue interpretazioni. Nell'attesa...

"IL FUTURO DELLA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE
IN 10 DOMANDE E 10 RISPOSTE.


1) Le modifiche di ordinamento riguarderanno dal prossimo anno scolastico anche la scuola superiore ?
Si. Il Ministro è intenzionato ad attuare le nuove misure dal 2010, a tutti i costi. E si pensa di introdurle non solo per le prime ma anche per le per le seconde (e nei tecnici verrà introdotto l’orario a 32 ore anche per le terze, ma senza modificare gli indirizzi). Una operazione la cui fattibilità è molto discutibile: si pensi solo al fatto che in questo modo indirizzi e sperimentazioni soppresse avrebbero dovuto, a rigor di logica, scomparire già da quest’anno, non potendo poi proseguire!
Il decreto 112, poi legge 133, era chiaro: per ottenere i tagli bisogna modificare gli ordinamenti. Quindi non si tratta di una riforma per migliorare il sistema, ma solo di un modo per tagliare le risorse. E modificare gli ordinamenti significa perciò tagliare gli orari, gli indirizzi, le classi di concorso ecc.
I provvedimenti base saranno appunto quattro e riguarderanno i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali e le classi di concorso
E questo vuole dire che da subito le scuole dovranno attrezzarsi ai fini delle iscrizioni per l’anno successivo. E’ incredibile che ancora nei collegi delle scuole secondarie superiori non se ne parli e che neppure si sappia che cosa lì si insegnerà. In alcuni casi potrebbe addirittura cambiare tutto, in altri casi potrebbe essere necessario persino ridisegnare l’intera mappa scolastica di una provincia o di un territorio.

2) Quali modifiche ci saranno?
Quello che c’è da presentare a chi esce dalla scuola media è ormai chiaro: 6 licei quasi tutti a 27-30 ore settimanali (solo il musicale-coreutico sarà a 32 ore e l’artistico a 34-35 ore), un istituto tecnico con soli 11 indirizzi (attualmente sono 44 senza contare le sperimentazioni) e a 32 ore (cioè con un orario e un organico ridotto di più del 10%) e un professionale completamente invertito rispetto alle finalità della riforma del 1992 (era l’unico settore secondario completamente riformato di recente!), anch’esso a 32 ore (più del 20% di riduzione di orario e di organico) e suddiviso in appena 6 indirizzi “a banda larga”.
Da queste misure esce un sistema molto più scoordinato dell’attuale. Manca sia di simmetricità che di unitarietà, soprattutto nei bienni iniziali, che fanno parte dell’obbligo di istruzione.

3) Come saranno i licei?
I 6 licei saranno in realtà 12 e forse più: il classico, lo scientifico, che però ha anche una opzione scientifico-tecnologica, l’artistico, che avrà tre indirizzi: figurativo, audiovisivo e architettonico-design (design a sua volta, raccogliendo la confluenza degli attuali istituti d’arte, avrà una sua specificità, anzi più specificità), il linguistico, il musicale-coreutico, e il liceo delle scienze umane che avrà anche un’opzione economico-sociale.
Nei bienni non esiste nessuna area comune, né con gli altri licei né tanto meno con le altre scuole secondarie superiori.
Nel biennio iniziale, tranne che negli artistici e nel musicale si prevedono invece appena 27 ore di lezione settimanali. Questo produce una riduzione di formazione e di organico ulteriore rispetto a quella già prevista, che oscilla dal 2% all’8% a seconda degli indirizzi.
Fatta eccezione per artistico e musicale, il latino sembra essere l’elemento caratterizzante dei licei anche se, ammettendo le opzioni scientifico-tecnologica e economico-sociale ( che non prevedono il latino) qualche correttivo si è introdotto.
Le materie scientifiche, pur rafforzate, coprono comunque appena un terzo dell’orario di un liceo scientifico.
Il liceo linguistico non si fa carico della scomparsa dei PACLE-Erica.
Il liceo artistico ha ore insufficienti per dipingere e modellare e pensare che basti rafforzare l’indirizzo design per assorbire gli istituti d’arte è una pia illusione.


4) Come saranno gli istituti tecnici?
Gli indirizzi dei tecnici saranno 11: amministrativo, turistico, elettrico-elettronico, meccanico, chimico-biologico, tessile-moda, logistico, costruzioni, agrario, informatico, grafico-comunicazioni. Anche in questo caso, però, i percorsi saranno quasi triplicati viste le diverse specificità interne ad ogni indirizzo.
Come si vede la semplificazione molto propagandata dall’attuale Ministero non è poi così “semplificata” !
Spariranno dal prossimo anno alcuni indirizzi che godevano di grande prestigio nelle scelte delle famiglie: i ragionieri programmatori (meglio noti nella versione sperimentale come corsi Mercurio) e i periti aziendali corrispondenti in lingue estere (Erica, nella versione sperimentale).
Il Ministero insiste molto sui tecnici perché spera di dare di sé una immagine bipartisan, perché presenta alcuni elementi di continuità con la legge 40/2007. Ma le cose non stanno esattamente così. Indirizzi come la grafica, il biologico, la moda erano del professionale e vengono spostati nel tecnico. Anche il settore agricolo, inizialmente attribuito al professionale, è stato attribuito al tecnico. Ma, soprattutto, mentre prima la commissione aveva ragionato su un sistema con due gambe, quella tecnica e quella professionale, adesso invece il sistema è zoppo perché il tecnico è stato sviluppato in un senso e il professionale in senso opposto.
C’è uno scompenso notevole tra i due settori del tecnico: quello tecnologico (che in realtà vuol dire produttivo) e quello amministrativo. Il settore tecnologico viene meglio precisato per il suo legame con il sistema industriale e produttivo: 9 indirizzi contro 2. C’è una ripresa di industrialismo e produttivismo nell’illusione di una saldatura migliore tra scuola e lavoro. Ma oggi non siamo più negli anni Sessanta, quando appena il 10% dei quattordicenni andava agli istituti tecnici (oggi ci va circa il 35%) e questi erano direttamente rivolti a rami allora standardizzati della produzione e raccoglievano i “più bravi in matematica” delle scuole medie.

5) Come saranno gli istituti professionali?
I professionali avranno un indirizzo onnicomprensivo industria-artigianato (sic!) e altri 5 indirizzi riferiti ai servizi: per l’agricoltura, per la manutenzione tecnica, sociosanitari, alberghiero-enogastronomici e commerciali.
Tutti gli attuali indirizzi del professionale dovrebbero confluire in questi 6 indirizzi “ a banda larga”, ma è evidente che per alcuni non sarà possibile (ad esempio grafica, moda o chimico-biologico) mentre per gli altri il nuovo indirizzo appare molto generico.
La struttura sarà quinquennale, ma la perdita della titolarità sulle qualifiche, passata alle regioni, ( solo provvisoriamente resta in capo agli istituti professionali) imporrà adeguamenti di struttura notevoli in relazione alla situazione regionale.
Il modello che si è predisposto mira a fare della istruzione professionale un surrogato della formazione professionale regionale. Siccome la formazione professionale regionale funziona di fatto solo in sei regioni su venti, l’idea è di lasciare l’istruzione professionale di stato in piedi nelle regioni prive di una seria formazione professionale. Così avremo una scuola neppure più divisa in due come voleva la Moratti, ma addirittura in quattro: licei, istituti tecnici, formazione professionale regionale (al Nord) e istruzione professionale statale (al Sud). Solo che anche le regioni del Nord non se la passano bene ed ecco allora le intese, come quella siglata da Formigoni e Gelmini, che in pratica consentono alla regione di usare il personale degli istituti professionali di stato per fare la formazione professionale regionale.
Il problema è che l’istruzione professionale, che oggi scolarizza la gran parte degli immigrati e che per questo dovrebbe essere più importante, viene ritenuta non strategica nel clima di rinato industrialismo già citato: la maggior parte degli studenti, si dice, frequentano corsi di tipo turistico-alberghiero e non industriale. Un errore grossolano!

6) Quali modifiche riguarderanno le classi di concorso?
Le modifiche alle classi di concorso saranno di due tipi: le fusioni e i cambiamenti di attribuzione.
Le fusioni porteranno ad una riduzione di oltre 100 classi di concorso. Riguardano soprattutto le classi di concorso presenti nell’istruzione artistica, sia della tabella A e in particolare della tabella D, che per effetto della scomparsa degli istituti d’arte ( assorbiti nei licei artistici) scompare del tutto ( unificata con le discipline specifiche dei licei artistici). Riguardano anche alcune classi della tabella C e gli insegnamenti di trattamento testi.
Le modifiche di attribuzione riguardano soprattutto alcune discipline della Tabella A come quelle legate a lettere, a matematica, filosofia ecc.
Queste operazioni sono suscettibili di produrre riduzioni di organico e soprannumeri
Alcune discipline come geografia, grafica e fotografia o quelle della tabella C a loro volta vedono ridotte di molto le loro potenzialità a causa della modifica degli orari e degli indirizzi.
Per attuare queste misure saranno necessarie per il personale di ruolo utilizzazioni in cattedre affini e riconversioni professionali.

7) Ci saranno i laboratori?
I laboratori restano nell’istruzione tecnica del settore “tecnologico” ( ma non in quello amministrativo) e nell’istruzione professionale. Ma il loro orario viene mediamente ridotto di circa il 25% (la stessa riduzione riguarderà mediamente anche le discipline tecnico-teoriche dell’istruzione tecnica) .
Restano perciò anche gli insegnanti tecnico-pratici, ma il loro utilizzo e la definizione del loro organico sarà affidata a disposizioni da emanare 6 mesi dopo l’avvio dell’attuazione delle nuove misure. Una soluzione poco rassicurante!
Allo stato attuale non sono previsti laboratori nel liceo scientifico-tecnologico, essendo questo finora una opzione del liceo scientifico, il quale non prevede laboratori.
Nell’istruzione tecnica e professionale è previsto anche il ricorso ad esperti esterni con competenze tecniche provenienti dalle aziende.

8) Quali spazi di flessibilità ci saranno?
La flessibilità è declinata soprattutto in termini di flessibilità curricolare. Vale a dire la possibilità di cambiare alcune discipline. Questa varia a seconda dell’ordine scolastico e delle annualità.
Nei licei sarà del 20% nelle prime, nelle seconde e nelle quinte, del 30% nelle terze e nelle quarte.
Negli istituti tecnici sarà del 20% nel primo biennio, del 30% nel secondo biennio e del 35% in quinta.
Negli istituti professionali sarà del 25% nel primo biennio, del 35% nel secondo e del 40% nelle quinte.
Complessivamente resta poco chiaro se ci saranno risorse per potere fare ciò o come a una flessibilità delle richieste potrà corrispondere una flessibilità delle disponibilità.
Sono poi prevedibili alcune discipline facoltative, diverse a seconda dell’ordine scolastico, che potranno essere coperte con l’utilizzo di eventuali soprannumerari o con la spesa di risorse autonome della scuola. Presumibilmente si tratterà di discipline aggiuntive, anche se non è escluso che possano ricadere nelle quote di flessibilità appena descritte.

9) Come verranno gestite le scuole?
Si prevede una organizzazione interna per dipartimenti disciplinari, disposti centralmente dal ministero.
(Nel parallelo disegno di legge Aprea queste strutture dovrebbero soppiantare di netto sia i collegi docenti che i consigli di classe, ma le misure della Gelmini ancora non prevedono ciò).
Per gli istituti tecnici e professionali è prevista anche l’esistenza di un ufficio tecnico.
La novità più rilevante riguarda un organismo paritetico tra scuola da un lato e aziende e professioni dall’altro denominato “comitato tecnico-scientifico” negli istituti tecnici e professionali e “comitato scientifico” nei licei. (Nel parallelo disegno di legge Aprea il “rapporto scuola-azienda” dovrebbe essere invece essere garantito da una congrua presenza di rappresentanti aziendali e delle professioni in un consiglio di amministrazione o “dell’istituzione”, che sostituirebbe l’attuale consiglio di istituto.

10) Quali misure per l’obbligo scolastico fino a 16 anni?
Non c’è una architettura specifica per favorire o giustificare l’obbligo a 16 anni. Nei bienni dei licei non esiste nessuna area comune, né con gli altri licei né tanto meno con le altre scuole secondarie superiori. Quindi niente biennio unitario.
L’area comune c’è nei tecnici e nei professionali, ma, anche se ciò può essere utile per quell’utenza, il messaggio complessivo che si manda è bruttissimo. E’ come se l’unitarietà fosse una cosa utile solo per “vili meccanici”, mentre i liceali vanno “aristocraticamente” allevati e indirizzati fin dai 14 anni. Sembra quasi che l’innalzamento dell’obbligo sia un problema dell’istruzione tecnica e professionale, mentre i licei continuano fare altro.
Nello stesso tempo si continuano mandare avanti, istituzionalizzandoli, corsi di formazione professionale o integrati, che dir si voglia, su cui dirottare i soggetti più deboli. Ciò unisce una confessione di incapacità della “scuola-scuola” a riformarsi alla delega della soluzione di questi problemi ad enti esterni, con i già più volte denunciati effetti di segregazione culturale, che inevitabilmente diventa discriminazione sociale e ormai, visti i tempi e i soggetti, anche etnica.

lunedì 14 settembre 2009

Nuovo anno e vecchie proposte


Buon anno scolastico a tutti i colleghi. Riprendiamo le pubblicazioni su questo blog con un suggerimento. Andate a leggervi questo post di Giorgio Israel pubblicato sul suo blog. Per chi non lo sapesse, il prof. Israel è uno dei consiglieri più ascolati dalla Gelmini e, dopo Tremonti, il primo responsabile della Riforma della scuola. Consiglio la lettura del suo blog soprattutto ai colleghi che, come me, hanno seguito e apprezzato l'intervento della DS Cinzia Mion. Un tuffo nel passato fa sempre bene...